giovedì 15 dicembre 2011

Sensazioni di un attimo passeggero




Guardo la tua finestra quella all'ultimo piano che dà su una strada stretta e leggermente buia. Il sole raramente picchia sulle persiane e il vento sibila. So che ci sei, ma oggi non ti ho visto affacciarti. Sento una lieve quasi impalpabile mancanza di te. La luce della tua stanza è spenta e provo un certo senso di vuoto inspiegabile.


Nel tenebroso vicolo la luce passa a mala pena ma passa comunque e un filo d'aria attraversa le persiane della vita ancora chiuse. Solitari sono i cammini e i pensieri volano lontani. Qualche foglia secca e ingiallita si trova qua e là per il vicolo. L'autunno si è fatto sentire anche qui, ma la solitudine non dà spazio a un sorriso, forse un giorno quando il cuore incontrerà la sua primavera quelle persiane ritorneranno ad aprirsi ancora.


Io starò quaggiù ad aspettarti, magari un giorno ti accorgerai di me, ti accorgerai che io esisto e non sono trasparente come cristallo. Ti accorgerai che anch' io sono fatta di carne ed ossa e soprattutto di sentimenti puliti e veri. Starò quaggiù in questo vicolo semi illuminato dai raggi del sole ad aspettare che le tue persiane si aprano a nuova vita.

2 commenti:

  1. Magari un giorno passerà di lì, quel giorno che tu attendi, quel giorno che, ritardando, avrà consumato il tuo tempo. Quel giorno forse sarai ancora pronta e ti riaccenderai delle energie trattenute e lascerai quell'angolo in cui ti sei ritirata, calpestandoquel mondo nuovo che ti circonda, che di te non ha potuto conoscere nulla. Sarà valsa la pena o in quel tempo d'attesa avrai continuamente dipinto un'idea che non è?

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  2. Non lo so può essere che mi sia sbagliata totalmente e che non abbia capito mai nulla allora. Oppure un giorno quelle persiane si apriranno davvero e allora sarà primavera di nuovo?

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